Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/8

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(VII.)




E di queste chimere ingombri, e guasti,
Da fanatico Demone spirati
Oroscopi tessean bugiardi, e pazzi,
Che altrui togliean la libertà e l’arbitrio,
85E i più degni Animai, che Dio distinse
Della Ragione col divin sugello
Fean di tiran Destin vassalli, e schiavi.
Questa Mania, che l’India, e l’Oriente
Infettò prima, dall’Oronte venne,
90Da Canòpo, e dal Nilo a Italia, e al Tebro
D’Africa, e d’Asia fra le vinte spoglie,
E co i barbari Rè tratti in catene,
E con il lusso, e con i Dei stranieri;
E orgogliosa sdegnando il Circo, e il Clivo
95Di Tarquinio, u’ giuntar solea la Plebe,
Osò portarne il prigioniero piede
Di Tiberio, e d’Ottone entro la Reggia,
Nulla arrossando, che mendace e falsa
Apparve innanzi, e in Roma andò scornata
100Quando a Cesare, a Crasso, ed a Pompeo
Profetizò belle avventure in lieta
Vecchiezza, e illustre gloriosa morte;
L’un de’ quai, spento il Figlio, e trucidate
Sue Legioni, fu tra Parti ucciso;


E