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zione del tiburtino. Raccolta che nell’anno medesimo fu ristampata: Venetiis, impensis nobilis viri dni Luceantonij de giunta Florentini. Die ultimo Junij 1518 [1]. Il traduttore Platone fiorì quattro secoli innanzi, e deve anzi essere nato nel secolo xi se nel 1116 compiva la versione del Libro del misurare le piane figure, che fu scritto in ebraica lingua dal Giudeo Savasorda, come scrisse Leonardo da Pisa nella sua Practica Geometriae.

Fu dunque Platone tiburtino ne’ tempi più avversi alle scienze uno de’ primi che s’affaticassero ad accrescere in Italia le cognizioni scientifiche. Non si conoscono di lui lavori originali. Ma non è nelle scienze, come nell’amena letteratura, che il troppo zelo nel tradurre opere straniere impedisce che si formi e si mantenga in una nazione una letteratura veramente propria e originale. Ma le verità e i metodi scientifici bene è riceverli da chi li possiede; in ispezialtà quando poco siano coltivate, e scarseggino assaissimo i libri in che si trovano. Fece dunque utilissima opera il tiburtino, ed opera in que’ tempi tanto più commendevole e degna della gratitudine anche de’ posteri, quanto più difficile allora si era e l’apprendere lingue straniere, e procurarsi i Codici da tradurre. I suoi lavori debbono essere giudicati non in rispetto alla utilità presente, ma in rispetto a quella de’ suoi tempi, e avuto riguardo alle difficoltà ch’egli ebbe da superare. Ed a giudizio di persona ben competente in queste materie,



  1. L’esatta descrizione bibliografica, con gli opportuni fac simile è data dal ch. Princ. Boncompagni nelle sue Notizie delle versioni fatte da Platone Tiburtino. Ed ivi è ancora pubblicata una lettera dell’Orioli intorno a queste due edizioni. La seconda appare una contraffazione della prima.