Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/30

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Chi voglia conoscere i titoli delle molte opere tradotte dal Cremonese, può vederli tratti da un Mss. della Vaticana, e pubblicati dal Principe Boncompagni. E nel libro di questo troverà ancora la descrizione bibliografica di tutte le edizioni che si conoscono di quelle fra tali traduzioni che concernono le matematiche; e l’indicazione de’ varj Mss. che ne sono sparsi nelle Biblioteche d’Europa. Ed uno di questi, non mai stampato, contenente la traduzione d’un importante trattato arabo d’algebra, è stato per intero pubblicato dal Principe medesimo, il quale per comodo degli analisti vi ha aggiunto la traduzione in linguaggio algebrico d’alcune regole ed operazioni in esso trattato indicate, cooperando così all’adempimento di quel bisogno dell’Italia, accennato colle parole del P. Sorio in sul principio di questo scritto, cioè a dire che non rimangano ignoti negli scaffali delle biblioteche le opere de’ nostri antichi maestri.

Se il secolo duodecimo e i precedenti ci hanno presentato assai pochi nomi di cultori delle scienze esatte in Italia, essi hanno per altro di che essere reputati gloriosi nelle opere di pratica applicazione, in ispecie nell’architettura e nell’idraulica. Imperocchè questi tempi videro elevarsi la mole stupenda di S. Marco di Venezia, e il secolo xii poi vide edificate le Cattedrali di Modena (1106) e di Borgo S. Donnino (1106) e la stupenda di Pisa, ed ergere le più cospicue torri italiane, a Modena (1106), a Bologna (1109 o 1119), a Verona (1172), a Pisa (1174), preludendo così alle posteriori insigni edificazioni di S. Maria del Fiore, del Duomo di Milano, e di S. Pietro di Roma; e nella escavazione de’ Canali Navigli Milanesi, questo secolo diede l’esempio più bello di simili canali artificiali a beneficio della pubblica prosperità per l’incremento del com-