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mercio, e dell’agricoltura dotata del più compito ed ammirabile sistema d’irrigazione [1]

Nella scarsità degli scienziati nei tempi di che finora ho discorso, spero non apparirà inopportuna questa digressione: ma nel seguito di questo Commentario trascurerò i monumenti pratici della scienza degli avi nostri, avendo abbastanza nomi, intorno a’ quali intrattenermi.

Seguendo l’ordine de’ tempi, sarebbe ora da dire di Leonardo da Pisa; ma per non separare il discorso intorno a lui da quello che è poi da fare intorno alla sua



  1. A questo secolo appartiene ancora il canal naviglio bolognese. "Io credo che poco lontano dal vero si vada attribuendo all’anno 1191 l’epoca della prima fondazione del nostro canale di Reno, e quindi l’origine della chiusa di Casalecchio, senza della quale il canale stesso non potrebbe sussistere." (G. B. M. Notizie storiche intorno all’ origine e alla formazione del Canal Naviglio di Bologna. Nella Raccolta d’autori italiani che trattano del moto delle acque. Bologna 1824 Tom. iv pag. 488 ). Intorno ai Navigli milanesi è degnissima d’essere letta la Dissert. xii del Ab. Fumagalli nel Vol. ii pag. 99 delle Antichità Longobardico-Milanesi illustrate dai Monaci della Congregazione Cisterciense di Lombardia (Milano 1782). E qui mi sia consentito di discendere a tempo meno rimoto, accennando che la prima invenzione de’ Sostegni o Conche, siccome dicono i milanesi, che fu applicata a Milano nel 1439 appartiene a Filippo da Modena, sopranominato dagli Organi e a Fioravante di Bologna, amendue ingegneri ducali specialiter deputati circa modum adhibendum ut fovea civitatis navigabilis reddatur. Dovendo essi, secondo l’ordine del Duca, pensar al modo di rendere navigabile la fossa della città, come la rendettero di fatti, effettur non lo poterono se non per mezzo della conca di Viarena, l’invenzione della quale, la prima tra le conche a noi note, a tutta ragione devesi loro attribuire. (ivi pag. 109, e Tiraboschi St. della Lett. Ital. T. vi Lib. iii cap. 8. n. 11)