Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/9

Da Wikisource.



DE’ MATEMATICI ITALIANI
ANTERIORI ALL’INVENZIONE DELLA STAMPA

COMMENTARIO STORICO


«L’Italia ha bisogno di essere meglio conosciuta nel suo vero merito letterario e scientifico, ed è pure un gran danno che i nostri antichi maestri del primo risorgimento de’ buoni studii giacessero per la maggior parte ignoti nelle pergamene, e non fossero pubblicati colle stampe in quel modo che si conveniva, cioè nella lor vera lezione autentica, ed illustrati con sana critica.» Queste parole scrivea, non ha guari, il P. Sorio nel mandare alla luce un saggio delle fatiche da lui poste da lungo tempo a rettificare la lezione ed illustrare l’opera del Tesoro di Ser Brunetto Latini, e nel testo di lui e nel volgarizzamento di Bono Giamboni[1]. E le scriveva al Principe D. Baldassarre Boncompagni, il quale con una munificenza da pari suo, e coll’intelligenza e l’amore di un ardente cultore delle scienze, e di un sincero amatore delle vere glorie italiane, tanto ha fatto e fa per l’illustrazione della storia delle scienze matematiche in Italia. E quelle parole mi è sembrato bene ripetere, e porle



  1. Il Trattato della Sfera di Ser Brunetto Latini..... e Sistema di Cronologia tratto dal Tesoro di Brunetto Latini. Milano 1858. Ditta Boniardi-Pogliani. Da questo libro impresso in troppo ristretto numero di esemplari fu parlato nel Tom. iv pag. 113 degli Opuscoli Religiosi, Letterarj e Morali.