Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/44

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ti varcherà, o che tu io vo<?Iia o che non lo voglia: Ed è bea raffionevofe che non si trovi nessun nomo, il quale ti onori con sacrifici, dappoiché tu sei un fiume salso ed ingannatore. Nel tempo stesso poi che Serse comandava che il mare fosse punito in quel modo che abbiamo detto, egli faceva troncare il capo agli architettori dei ponti (8).

36. E quegli ufficiali, cui spettava l’ingrata incumbenza. fecero appunto come fu lor comandato. Altri architetti poi sottentrarono ai primi nella costruzione dei ponti, e li costruirono in questo modo. Formando, cioè, un sustrato composto di navi a cinquanta remi combinate con navi a tre remi, e impiegandone trecento sessanta per il ponte volto verso l’Eueioo e trecento quattordici per l’altro. Ma quello verso l’Eusino piegavasi obliquamente nella sua tratta; laddove il secondo ponte tagliava in dritta linea il corso dell’Ellesponto. Così, un ponte servendo come di schermo all’altro, le corde del ponte di sotto potevano maggiormente resistere all’ impeto dei marosi. E dalle congiunte navi detti architetti calarono giiì lunghissime ancore, perchè servissero, dalla parte del Ponto, contro i venti spiranti dal mare interno; e dal lato di ponente e dell’Egeo contro l’euro ed il noto. In tre diversi luoghi poi fecero sì che le navi maggiori, scostandosi alquanta l’una dall’altra, si aprissero a modo di una finestra, per lasciar libero il passo alle piccole barche che volevano entrare ed uscire dal Ponto. E dopo avere eseguito tutto ciò, incominciarono, da star sulla riva, a distender le corde dando loro il giro con verrucelli di legno. Nò questa volta avvenne che si servissero, qui di una data specie di corde e là di un’altra affatto