Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/51

Da Wikisource.


che mi sta innanzi, è certo che neppure uno vivrà pili fra cent’anni. Ma Artabano gli rispose: Il corso della vita umana è sottoposto a molte miserie ben peggiori di questa. Poiché non e’ è uomo del mondo nato a così felice destino, che, nonostante la brevità del nostro vivere, non sia ripetutamente indotto a presceglier la morte. Le disgrazie che ci perseguitano, i morbi che ci tormentano, ci fanno parere lunghissima una vita effettivamente assai breve; e però la morte suole affacciarsi agli uomini come il più desiderabile dei refugi, quando vogliamo sottrami alle calamità delta vita. E se di tanto in tanto i .Vumi ci accordano qualche momento felice, nel più bello dei godimento mostrano d’invidiarcelo.

^ 47. Alle quali parole cosi replicava il re: Sia pure (né

Io contrasto) che le condizioni della vita umana

( procedano veramente come tu dici: nna lasciamo di occuparci

H|i ciò; e non pensiamo ai mali, in un momento che ne

^ridondano tutti i beni desiderabili. Vorrei piuttosto che

mi sapessi dir questo: Dato che quella notturna visione

non ti fosse così chiaramente comparsa; persisteresti tu

sempre nella tua primitiva sentenza, esortandomi tuttavia

a non proseguire l’ impresa ellenica, o avresti per

1 avventura cambiata idea? E Artabano a lui; Quella visione,

^Amio re, che mi apparve nel sonno, abbia pure

quell’eHRo che è desiderato da entrambi. Ma contuttociò io mi

sento sempre l’animo pieno di gran timore, e la ragione

quasi mi si smarrisce, molte cose considerando, e due in

particolar modo, le quali mi seinbrano avversissime ai

i interessi.