Pagina:Di una grande strada a rotaie di ferro nel Regno di Napoli.djvu/5

Da Wikisource.
158


quali e quante di quelle opere sarebbero necessarie per istabilire in mezzo agli Appennini trenta a quaranta miglia di strada a ruotate di ferro, quante se ne richiedono per attraversare questa catena: possiamo pure con certezza congetturare che esse sarebbero a gran pezza più numerose e più ardue di quante mai se ne eseguirono per strade così fatte; e che conseguentemente la spesa di questa sola parte della nostra strada, sarebbe di gran lunga maggiore di quella eziandio delle due testè recate ad esempio.

Considerando infine che dessa non sarebbe forse che la terza parte della spesa totale dell’interna strada da Napoli in Puglia, ci è forza convenire che questa si eleverebbe ad una somma straordinariamente considerevole.

Quistione — Codesta strada recata a termine renderebbe agl’imprenditori un utile corrispondente al capitale impiegato?...

In questo senso dicevamo noi altrove, che dubitavamo non avesse la figura del suolo ad opporsi allo stabilimento di una grande strada di ferro.

Speravamo di trovar chiarito questo nostro dubbio in un opuscolo, messo non ha molto a stampa dal sig. Ducoté, nel quale si propone una strada di ferro da Napoli a Bari, e
si domanda una privativa di 20 anni; ma rimanemmo delusi. Imperciocchè in essa non ha l’autore stabiliti i due cardini principali intorno a cui dovrebbe aggirarsi il progetto finanziero dell’impresa, cioè il capitale presuntivo o necessario, e l’utile anche presuntivo che ne tornerebbe agli imprenditori.

Nè ci pare che il primo di essi avesse l’autore potuto assegnare, poichè dalla lettura del suo opuscolo sembra non aver egli, ad eccezione dei punti di partenza e di arrivo, fermato nella sua mente quali sarebbero gli altri punti principali dell’andamento stradale; dal quale dato dipende in gran parte l’importare della spesa. Vi leggiamo per verità che la strada passerebbe per Benevento, e ciò certamente nell’intendimento di schivare le alture di Monteforte e la montagna di Ariano; ma poi in altro luogo troviamo che bisognerebbe forare la montagna di Ariano: onde restiamo incerti del punto ch’egli sceglierebbe per sormontare l’Appennino. Nè minore è la nostra confusione quando leggiamo che la strada anderebbe a Capua ed a Caserta; non essendo queste città nelle direzioni di Benevento o di Ariano, e parendoci che il tratto di Capua e Caserta non dovrebb’essere che un ramo della grande strada da Napoli a Bari. Vi si annunzia benanche che