Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/16

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10 la paura del coraggio



— Ma potrei almeno avvertire la famiglia?

— Che ci posso fare io? è procedura: non può comunicare con nessuno. Ma m’impegno io.... Non dubiti.... dorma pure tranquillo....

E intanto a forza di gentilezze, dà ordine che mi chiudano in torre. Sì, o signori! Io professore, io commendatore, io meritevole di una medaglia d’oro, di un busto, di una statua, per aver quasi liberato la società dal famigerato Barudda, io che ho scritto dei libri tradotti in tedesco, sono a mia volta tradotto.... in camera di custodia! Dio, se ci penso mi vien la pelle d’oca! Figuratevi uno stanzone fetido, con un tavolaccio, già occupato da tre animalacci troppo visibili e da non so quanti animaletti invisibili di più vario genere.... (si gratta in testa e altrove) Sbarrato l’uscio, quei tre animaloni si svegliano e sento certe vociaccie di cichettaro:

— Oh abbiamo un collega! ci hai portato del tabacco?... chi sei?... come ti chiami?... Parrebbe un novizio!

Io raccolgo tutta la mia dignità di