Pagina:Elementi.djvu/6

Da Wikisource.



LETTIONE DE NICOLÒ
TARTALEA BRISCIANO

SOPRA TUTTA LA OPERA DI EUCLIDE.
megarense, acutissimo mathematico


Tutti gli huomini, Magnifici e Preclarissimi Auditori, (come scrive Aristotele nel primo della Methaphisica) naturalmente desiderano di sapere, & nel primo della posteriora conchiude, che il sapere non è altro, che intendere per demostratione. Platone poi diffinisce la sapientia non esser altro, che una cognitione delle cose divine & humane: & tutti gli antiqui Philosophi dicono, le parti della sapientia esser due, cioè speculatione, & operatione, over Theorica, & Pratica: Et Aristotele nel secondo della Methaphisica dice, che ’l fine della speculatione, over della scientia speculativa non è altro, che la verità, & della operatione, over pratica, è l’opera compita: Anchora li detti antiqui investigatori delle cose, affermano come si tocca piu la verità nelle Mathematice discipline, che in qualunque altra scientia over arte liberale: Per il che hanno assolutamente determinato quelle esser nel primo grado di certezza: & però vediamo (come dice il Cardinal di Cusa) tutti quelli, che gustano di queste discipline, accostarse a quelle con amor mirabile; & questo non è per altro, se non perche in quelle si contiene il vero cibo della vita intellettuale.

2 Queste tali Scientie, over discipline sono state tanto intrinsecamente conosciute da nostri savi antiqui, che da quelli fu determinato, che la prima cosa, che se dovesse far imparare a tutti quelli, che si dedicavano alla sapienza, fusseno le discipline mathematice (cioè, si come al presente si costuma fare della grammatica.) Et questa determinatione over costitutione ferno per tre cause: Prima perche le dette scientie, over discipline, approvano l’ingegno dell’huomo, se egli è atto a far frutto nelle altre scientie, o nò: perche tra quelli si costumava questo proverbio. Sicut aurum probatur ingni, & ingenium Mathematicis: cioè che si come la bontà de l’oro vien conosciuta, & approbata con il fuoco, cosi l’ingegno dell’huomo vien conosciuto & approvato con le Discipline Mathematice. Et pero quando per sorte trovavano alcuno, che di tai scientie non fusse capace, lo levavano da tal cominciato studio, & lo applicavano ad altro esercitio, perche in effetto comprendevano (come dice Vitruvio Polione al primo capo del suo libro ) che la dottrina senza lo ingegno ne lo ingegno