Pagina:Elementi.djvu/6
| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
TARTALEA BRISCIANO,
SOPRA TVTTA LA OPERA DI EVCLIDE
MEGARENSE, ACUTISSIMO MATHEMATICO
1 TVTTI gli huomini, Magnifici e Preclarissimi Auditori, (come scriue Aristotele nel primo della Methaphisica) naturalmente desiderano di sapere, & nel primo della posteriora conchiude, che il sapere non è altro, che intendere per demostratione. Platone poi diffinisce la sapientia non esser altro, che una cognitione delle cose diuine & humane: & tutti gli antiqui Philosophi dicono, le parti della sapientia esser due, cioè speculatione, & operatione, ouer Theorica, & Pratica: Et Atistotele nel secondo della Methaphisica dice, che’l fine della speculatione, ouer della scientia speculativa non è altro, che la uerità, & della operatione, ouer pratica, è l’opera compita: Anchora li detti antiqui inuestigatori delle cose, affermano come si tocca piu la uerità nelle Mathematice discipline, che in qualunque altra scientia ouer arte liberale: Per il che hanno assolutamente determinato quelle esser nel primo grado di certezza: & però uediamo (come dice il Cardinal di Cusa) tutti quelli, che gustano di queste discipline, accostarse a quelle con amor mirabile; & questo non è per altro, se non perche in quelle si contiene il uero cibo della uita intellettuale.