Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/43

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32 dafni e cloe


torno a qualche Baccante furiosamente addosso le correvano; e l’uno diceva: io vorrei essere montone, e cozzare innanzi a questa pastorella; l’altro soggiungeva: ed io mi torrei d’esser pecora, perch’ella mi mungesse; di che per il contrario la Cloe andava allegra, e contegnosa, e Dafni ne stava tristo e pensoso: pur nondimeno e l’uno e l’altra desiderava, che la vendemmia si finisse per ritornare alle lor solite pasture, amando piuttosto sentire il sonar delle lor fistole, e il belar delle lor greggi, che le confuse voci e gli spiacevoli gridi de’ vendemmiatori. Pochi giorni vi corsero, che le vigne tutte si compirono di vendemmiare, e ’l mosto fu tutto imbottato; laonde non facendo più mestiero dell’opera loro tornarono a menar le greggi al campo; ed oltrammodo allegri n’andarono a visitar le ninfe, presentando loro per primizia della vendemmia a ciascuna statua il suo tralcio con di molti grappoli, e con de’ pampini suvvi, come quelli ch’erano usi di non mai visitarle con le man vote; ed ogni giorno uscendo a pascere le richinavano, tornando da pascere le riverivano, non mai senza qualche offerta o di fiori, o di frutti, o di frondi, o pur d’un qualche saggio di latte; poveri doni veramente, ma da sì pure mani, da sì semplici cori tanto devotamente dedicati, ch’eran sopra ogni pomposo sacrificio accetti, e dagli Dei ben guiderdonati ne furono. Onorate le ninfe, poi si dettero a festeggiare, a rallegrar le greggi, a sciorre i cani, che per tutto il tempo della vendemmia erano stati legati; li quali sciolti, scorrendo, e mugolando, or faceano lor festa, or con le greggi, or tra lor stessi scherzavano, ed essi alcuna volta gli ammettevano a’ becchi, gli attizzavano per qualche piaggia, gli avvezzavano a portare colla bocca, faceano cozzare i montoni, saltar le capre, ballar le pecore, sonavano, cantavano, giocavano, ed ogni boschereccio diletto si prendeano: e mentre così lieti si stavano, eccoti comparir loro avanti un vecchione con un vestito di pelle indosso, con scarponi di corde in piedi, e con una tascaccia a lato di sacco tutto rattoppato; e salutati che gli ebbe, postosi fra l’uno e l’altro a sedere,