Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/44

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ragionamento ii. 33


parlò loro in questa guisa: Fanciulli, io sono il vecchio Fileta, quegli che tante cose ho cantate in lode di queste ninfe, che tante volte ho sonato in onor di questo Pane, quegli che comandavo a tanti armenti di vacche solamente con la musica: vengo a voi per raccontarvi il caso, che m’è incontrato, e per esporvi le cose che io ho udite e vedute. È molto presso di qui un mio giardino di mia man posto, di mia man coltivato, e con ogni mia diligenza guardato; perciocchè da indi in qua che io lasciai per vecchiaia di pascere armenti, posi in quello ogni mia cura a farlo, duro ogni fatica per mantenerlo, ed ogni mio piacere è di goderlomi. Tutti i pomi, tutte l’erbe, tutti i fiori, che in tutti i luoghi, ed in tutte le stagioni si trovano, sono ivi dentro, ciascuno al suo tempo, quanto esser possono coloriti, saporiti, ed odorati. Di primavera è pieno di rose, e di gigli, di giacinti, di viole mammole, e d’ogni sorta di viole a ciocche: di state vi sono de’ papaveri, delle pere,