Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/58

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ragionamento ii. 47


scia, e d’ogni altra cosa per la preda fatta, si dettero a far gran cena, a mangiare, a bere, a giocare, ed a rappresentare come una festa di vittoria. Era già cominciato a rabbuiarsi, ed aveano per la sopravvegnente notte posto fine ai loro piaceri, quando subitamente parve loro, che tutta la terra tremasse, che l’aere lampeggiasse, e che il mare da ogni banda fosse pieno di rumori spaventevoli, e d’un percotimento di remi come se navigasse incontra loro una grandissima armata. Sentivano voci, che davano all’arme, che chiamavano il capitano, che incitavano i combattenti; udivano incioccamenti di arme, investimenti di navi, rammarichi di cadenti; pareva loro di esser feriti, di vedere uomini morti: in somma di trovarsi in una notturna battaglia di mare senza apparir persona che combattesse.

Il giorno che seguì poi fu più spaventoso assai che la notte; perciocchè subito che la luce apparve, si videro le capre, ed i becchi di Dafni tutti con le corna inghirlandate d’ellera e di corimbi; le pecore ed i montoni della Cloe si sentirono urlare come lupi; essa Cloe fu vista con una corona di pino in testa. In mare si fecero cose miracolose; perciocchè tentando di tirar l’ancore, mai non poterono; abbassando i remi per vogare, si rompevano; d’intorno ai legni saltavano delfini, e con tanta tempesta percotevano le catene con la coda, che tutte le scommettevano: su di cima lo scoglio si sentiva un suono di sampogna, sì spiacevole, che non di sampogna, ma di chiarini di mare e di bellicosa tromba sembrava che fosse; e sangue e morte parea che sonando minacciasse. Essi tutti perturbati pigliavano l’arme, e gridavano a’ nimici, che non vedevano; e paurosi desideravano che tornasse la notte, come sperando d’avere in quella qualche tregua a tanto travaglio. Questi prodigi erano bene intesi dagli uomini savi, pensando che le cose, che si vedevano, e sentivano, non potessino procedere se non da Pane, per qualche sdegno contra i naviganti: ma la cagione non sapevano, nè manco la potevano immaginare, non sendo da loro stato predato cosa, che a lui si pensassino che fosse sacra; tanto che in sul