Pagina:I cavalieri.djvu/20
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- Cl.
- Sei un zanciatore.
- Al.
- Sei un mal’huomo.
- Co.
- Batti gagliardamente.
- Cl.
- Oime, oime, mi battono costor che ci sono accordati insieme.
- Co.
- Battilo gagliardissimamente, dagli su la panza. e su’l ventre, e su’l culo, e ammazalo questo huomo da niente.
- Co.
- O nobilissima carne, e miglior d’animo de tutti, e che sei demostrato servatore de la cità, e di noi citadini: molto bene e variamente sei andato à l’huomo ne le parole, à che modo ti loderemo cosi, come s’alegriamo?
- Cl.
- Queste novelle fabricate, per Cerere, non m’erano celate, ma sapeva bene che tutte erano attaccate e conglutinate.
- Co.
- Oime, e tu niente dici da quello che fà i carri.
- Al.
- Io so ben che cose tu fai in Argo. egli n’escusa ben gli Argivi amici, e privatamente iui s’accorda cò i LacedemoniJ. e io so in quali queste cose sono infisse naturalmente, perche ne i ligati si fabricano.
- Co.
- Ben bene fabrica per le conglutinate.
- Al.
- Et fanno festa per questo gli huomini de là un’altra volta. e questo, se me volesti dare ne argento ne oro, non mi darai ad intendere, ne ancho amici mandandomi, per far che questo à gli Atheniesi non dica.
- Cl.
- Io adunque subitamente al concilio andando, dirò