Pagina:I pericoli della Fede.djvu/3

Da Wikisource.



LETTERA
del Cardinale Orioli, con cui accompagnò l’Enciclica

agli Arcivescovi e Vescovi d’Italia.
Illustre e Reverend.mo Monsignor, come fratello,

Le false dottrine che si vanno spargendo in Italia per disseminarvi i principii del protestantismo, e le massime sovversive di ogni ordine sociale; come ancora la depravazione della morale pubblica, effetto della sfrenata licenza portata in trionfo nelle tristissime passate vicende, hanno richiamata tutta l’attenzione e la vigilanza della Sovranità di Nostro Signore, ed eccitato l’apostolico suo zelo per allontanare dai Popoli della Penisola i gravissimi pericoli, che ne sovrastano.

Convinto il Santo Padre, che il mezzo più efficace a raggiungere lo scopo sarebbe quello di rivolgersi, ai Vescovi d’Italia per confortarli ad opporre sempre più il loro petto sacerdotale al torrente, che minaccia la Religione e la Società, ha indirizzato ai medesimi una Enciclica in data degli 8 del corrente mese, giorno sacro all’Immacolata Concessione della Vergine Santissima.

Ed è appunto, che io nella mia qualifica di Prefetto della Sagra Congregazione de’ Vescovi e Regolari mi affretto ad inviare a Vostra Signoria l’accennata Enciclica nella ferma fiducia ch’Ella nello zelo, che la distingue pel bene del gregge alla sua pastorale cura affidato, vorrà efficacemente adoperarsi, acciocchè siano mandate ad effetto le salutari insinuazioni, e gli avvertimenti del Padre comune dei Fedeli, il quale supplichevole implora dal Signore, che placato si degni ridonare la pace e la tranquillità alla Chiesa ed alla Società.

E per ottener questa pace V. S. non tarderà certamente ad ordinare private e pubbliche preci, affinchè le orazioni dei Fedeli uniti a quelle del Sommo Gerarca della Chiesa giungano al trono del Padre delle misericordie per disarmare la sua destra dai flagelli,