Pagina:I promessi sposi (1825) II.djvu/286
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scienze e avviso dei libri migliori clie venisser fuora in ogni genere, e farne acquisto; gli die- carico d indicare agli studiosi le opere die potevano servire al loro intento, ordinò die a questi, fossero cittadini forestieri, si prestasse il comodo di approfittare dei libri ivi servati. Una tale intenzione dee ora parere ad ognuno troppo naturale, immedesimata colla fondazio- ne d' una biblioteca : in allora non Io era. E in una storia dell'ambrosiana, scritta col costrutto e coli' ele- ganza comuni del secolo da un Pierpaolo Bosca, cbe vi fu bibliotecario dopo la morte di Federigo, vien no- tato espressamente, come cosa singolare, cbe in questa librerìa, eretta da un privato, quasi in tutto a sue spese, i libri fossero esposti alla vista di tutti, porti a cbiunque li ricbiedesse, e datogli luogo di sedere a' studio, e carta, penne, e calamaio per far note; men- tre in qualclic altra insigne biblioteca pubblica d' Italia i libri non erano, non cbe altro, visibili, ma nascosti entro armadii, donde non si cavavano se non per uma- nità, com'egli dice, dei presidenti, quando si senti- vano di mostrarli un momento; di luogo e di agio ai concorrenti per istudiare, non se ne aveva pure idea.
Dimodocbè arriccliire tali bibliotecbe era un sottrarre libri all'uso comune: una di quelle coltivazioni,