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il latino quale lingua ausiliare internazionale 451


di fatti indiscutibili; il numero delle convenzioni che vi rimangono, è assai piccolo. Però, per quanto piccolo, queste convenzioni hanno già dato luogo a critiche, ed a tentativi di perfezionamento. Tale è il Panroman del dott. Molenaar, pubblicato da pochi mesi.

Insomma ogni nuovo progetto di lingua internazionale si è servito di quanto di buono si trovava nei progetti precedenti, e gli ultimi sette od otto progetti paiono dialetti di una stessa lingua.

Ora la ricerca delle parole già internazionali ha rilevato che esse sono quasi completamente latine, cosa evidente data la storia della nostra civilizzazione. Quindi i progetti basati sui vocaboli internazionali collimano con quelli basati sulla riduzione del latino. Inoltre siccome la riduzione che si vuol fare del latino è quella stessa che storicamente subì il latino per dar origine alle lingue neolatine, ne avviene che queste lingue internazionali rassomigliano molto all’italiano, pure essendo immensamente più semplici d’ogni lingua naturale.

Ecco alcune linee in Idiom neutral:

“Skribasion in idiom neutral don profiti sekuant in komparasion ko kelkun lingu nasional: 1° libri e broshuri scientifik publiked in its idiom potes esar lekted per omni hom in original. 2° traduksion no plu es nesesar, …„.


Il già citato progetto del dott. Molenaar, che elimina la lettera k, inutile, rende la somiglianza coll’italiano anche maggiore.

Del resto già il Bréal, parlando del suo latino semplificato, aveva detto che[1] “ne tarderait pas à rassembler beaucoup à du français„.

Causa l’affinità dell’italiano moderno coll’antico latino, il prof. Branwoll propose (17 settembre 1902) alla “British Association„ l’adozione dell’italiano come lingua internazionale. Ma se l’italiano ha molti elementi buoni, è assurdo il pretendere di far diventare internazionali le sue numerose anomalie.

Dalla convergenza di tutti questi progetti, risulta che la questione è matura. Il 9 aprile 1901 il generale Sébert presentò, all’Accademia delle Scienze di Parigi, una petizione, firmata da 20 socii dell’Accademia stessa, fra cui i matematici Appell, Lemoine, Painlevé, Poincaré, Méray, affinché la questione della lingua internazionale fosse posta all’ordine del giorno nella prossima assemblea dell’Asso-

  1. Ib., pag. 233.