Pagina:Il latino quale lingua ausiliare internazionale.djvu/7

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454 giuseppe peano


Ho pure ricevuto numerose lettere, scritte collo stesso sistema. Da tutte risulta che il latino sine flexione è generalmente inteso da chiunque conosce anche sommariamente il latino, ed è facilmente decifrabile da chi conosce una lingua neolatina.

I lavori precedenti furono letti da un numero di persone molto più grande di ciò che sarebbe avvenuto, se essi fossero scritti in italiano. Purtroppo professori di Università dicono: «non ho potuto leggere il tal libro, perché scritto in italiano».

In ogni caso non è mia pretesa che tutte o alcune delle flessioni, che io provo non necessarie, siano eliminate.

Quello che mi sembra importante, si è che chiunque crede alla convenienza d’una lingua ausiliaria internazionale, procuri di facilitarne l’attuazione, collo stampare i suoi lavori destinati a pubblico internazionale, sotto quella forma che crederà meglio, purchè non sia quella troppo comoda di scrivere nella propria lingua.

Lo studio da me iniziato, è basato sopra una serie di eguaglianze logiche, contenenti in un membro una parola, o una flessione, che non è contenuta nel secondo membro. Quindi se noi sostituiamo costantemente, al primo membro, il secondo, si può mandar via dal latino quella parola o quella flessione. Così procedendo in questi studii, si arriverà a determinare qual è il minimo numero di parole, affissi e suffissi, sufficienti ad esprimere ogni idea, cioè a costrurre il latino minimo.

Questo metodo è un’applicazione della Logica matematica, la quale appunto, con una successione di eguaglianze, permette di scomporre un insieme di idee matematiche in primitive e derivate. Questa scienza, i cui principii furono pure enunciati da Leibniz, prese un rapido sviluppo ai nostri giorni, conducendo a meravigliosi risultati. Sicchè Mr. Russell dell’Università di Cambridge la chiamò: «one of the greatest discoveries of our age»[1].

La differenza fra questa nuova applicazione e le precedenti è che mentre in matematica le idee sono precise, e le eguaglianze esatte, qui invece le idee o parole su cui si opera sono un po’ elastiche, e le eguaglianze sono solo approssimate. Quindi, sostituendo l’uno all’altro membro dell’eguaglianza, spesso si trascura il colore della frase. Ma ciò è un vantaggio nel linguaggio scientifico, che tende al massimo di semplicità. In ogni caso poi se in un periodo, dopo

  1. The principles of mathematics; vedasi «The Spectator», october 3, a. 1903, p. 491.