Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/10

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REFAZIONE- ed altri che l’aurea età c’è in cospetto, se in alcuni è un rimpianto, in altri una speranza, non fa caso. È sempre un ideale acquistabile o racquistabili; i grandi spiriti che raffermano col martirio dell’intelligenza, o col sagrificio della vita, sono i veri precursori della redenzione so¬ ciale.

Noi diamo qui insieme il Moro e il Campanella; il riformista un po’fantastico, e il comunista snellamente logico. Aggiungiamo uno scherzo del Gozzi, che mostra come anche ai più scapati ba¬ leni l’idea del perfezionamento degli ordini e della vita sociale; eterno fantasma, che ricompare come il padre di Amleto, narrandovi del veleno stillatogli nell’orecchio, ma che uccidendolo non gli tolse nè la vita spirituale, nò il modo di ve¬ dere le sue vendette.

L'Utopia usci a Lovanio nel 1510 Panno in¬ nanzi alPinsorgere di Lutero contro Roma, e un cinque anni innanzi alPappariredegli Anabattisti.

L'Utopia era una specola/Jone filosofica, ma le teorie sociali escon dai libri e s’approntano a battaglia. Cosi ai di nostri i sistemi di Fourier, di Cabet, di Blanc combatterono le giornate di Giugno. Non vogliam dire che gli Anabattisti pro¬ cedessero dal Moro, ma che procedevano da quel¬ l’ordine d’idee di rinnovazione sociale, eccitate dai disordini ed abusi del tempo, e fomentate dalla rinnovazione religiosa, ordine d’idee, onde il Moro fu il precursore e l’oracolo.

Utopia, dice il Sudre, che in parte seguiamo nel nostro giudizio, pare vocabolo formato da due parole ou-topos. letteralmente non luogo; in ries- ' sana parte. — L*isola d’Utopia significa dunque J MLBFAZI