Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/12

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instintivo timore sentono olio la discussione po¬ trebbe far crollare la Chiesa.

Dando ad Utopia il senso corrente, parrà che questo vocabolo si aggiusti meglio alla Città del Sole, che al lilro del Moro, f! un fatto che l’i¬ deale trae i suoi fili e colori dall’ambiente in cui si sogna; e pertanto l'ideale politico del Cam¬ panella esce dai chiostri, e quello del Moro dalla vita inglese. La libertà britannica è il portato dei secoli, e non s’è svolta rapidamente e pienamente che da Guglielmo FIf ai nostri giorni; ma i germi erano grandi e fecondi anche sotto gli arbitrj di Enrico Vili, e soprattutto sussisteva l’energica e indipendente natura inglese, onde il Moro è sì possente germoglio. Pertanto egli ha un telaio quasi rettorico e un contenuto filosofico; mentre il Campanella ha un telaio filosofico e un conte¬ nuto quasi rettorico. Del cancelliere inglese molte idee son passate nella vita politica: del frate ca¬ labrese non sappiamo che sopravviva nel progresso civile, sebben molto sopravviva nel movimento della vita filosofica.

Quando Enrico Vili, ribellatosi al Papa, si pentì d’averlo difeso con un libro contro Lutero, vo¬ leva girare al Moro quel suo rimorso; ma il zelante cattolico dichiarò non avervi fatto al¬ tro che dargli ordine, disapprovando anzi fin- definita ed assoluta superiorità che si dava al pontefice nelle cose del regno. Egli restringa questa superiorità alla religione; ma in tal punto il suo fervor naturale, lo stomaco delle libi¬ dini di Enrico, i pericoli delPeresia, che già si mostrava, quale col lungo andar del tempo divenne, rivoluzione sociale; le picche e gli urti PREFAZIONE MII