Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/21

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l'eloquente ladro. È quasi il supplizio di Crasso.

Ci cacciano giù in gola del piombo fuso e poi ci chiedono schernendo Dicci, che’l sai, di che sapore è l'oro.

Altri dal libro stesso cavano materia a lunghi scilomi; ma rivolgendo i noti versi, si potrebbe dire Che diavolo hanno in corpo questi bruchi che sempre mangiano cose delicatissime c filano noia ?

Se i lodati annoiano, gli oscuri darebbero una noia che si potrebbe appareggiarc alPasfissia. Or noi non ammasseremo il carbone per questo mi¬ sfatto, che tornerebbe poi ad un suicidio. Dicem¬ mo buonamente le ragioni del nostro lavoro, e ci scuserà il non aver potuto farne di meno. Se poi in cambio della penna dell’agnolo Gabriello trovano dei carboni (eccoci di nuovo al carbone) non fa¬ remo uno sproloquio come quel frate trincato per esaltarli, nò ci faremo pagare i crocioni che in¬ sudiciano per amuleti che salvano.

Carlo Téoli.

XXII PREF