Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/42

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UTOPIA.

dere : ma ti riservo per ii seguente giorno, se non oc¬ corre altro impedimento. E volto a me disse : vorrei, o Raffaello, da te sapere, con qual fondamento giudichi che non si punisca il furto con morte, e qual pena tu assegneresti ai ladri, che fosse alla repubblica più utile, quando cfie non tu ancora pensi che si debba tollerare il furto? E se la morte ora non ispaventa i ladri, se fossero della vita sicuri, qual forza li raffrenerebbe ?

Parmi, rispos’io, iniquità tórre la vita all’ uomo, per aver egli tolto i danari ; perchè niun bene umano si può con la vita ragguagliare. Se diremo che si appen¬ dono per aver violato la giustizia e le leggi ; non chia¬ meremo noi quella somma giustizia, una somma ingiu¬ ria? Nè si commendano le leggi tanto imperiose, che per minimo errore stringano la spada, nè tanto stoiche che giudichino i peccati essere eguali, come uccidere l’uomo e rubare denari. Dio vietò l’uccisione, e noi cosi prontamente uccidiamo per picciolo furto? Se dirà alcuno l’omicidio esser vietato, quando non è dalla legge umana ordinalo, potrà questa legge ancora ordi¬ nare che si adulteri o spergiuri. Avendo Iddio ordinato che l’uomo non uccida altri, neanco sè stesso; se pos¬ sono gli uomini ordinare che si uccida alcuno senza la divina autorità, valerà il divino precetto quanto le umane leggi consentono : ed ordineranno gli uomini in ogni cosa in che guisa si hanno da osservare i divini precetti. La legge mosaica, benché aspra, punì il furto con danari, non con morte. Non pensiamo già che Dio nella nuova legge di clemenza ci abbia concessa mag¬ gior licenza di crudeltà. Cosi volendo noi punire egual¬ mente i ladri e i micidiali . facciamo i ladri micidiali, i qnali aspettando l’istesso supplicio, uccidono spesse fiate colui che rubano, per assicurarsi che sia il furto nascosto. Circa la punizione che sia convenevole di dare ai ladri, niuna è più comoda di quella, che tanto piacque ai Romani, nel maneggio della repubblica pe¬ ritissimi. Essi dannavano a cavare metalli e pietre co¬ loro che erano convinti di gravi colpe. Quantunque io