Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/48

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24 UTOPIA.

niva per eredità ; e presolo, vedendo che non meno tra¬ vaglio sostenevano a mantenerlo, per le civili ribel¬ lioni e correrie esterne, nè mai poter lasciare l’eser¬ cito, ed esser rubati e spargere il sangue per l’altrui gloria, la pace non esser sicura, corrompersi i loro co¬ stumi, molti bramar pigliare l’altrui ed uccidere, e le leggi essere sprezzate (perchè il re distratto al governo di due regni, meno attendeva a questo ed a quello ) non vedendo fine a tanti mali, fatto consiglio, propo¬ sero benignamente al re, che tenesse uno di quei due reeni, perchè eran eglino tanti che non potevano es¬ sere governati da mezzo un re, come non patirebbe alcuno di aver un mulattiero con un altro comune ; onde quel buon re tenutosi l’antico regno , diede il nuovo ad un suo amico, il quale tosto ne fu cacciato : se io gli mostrassi ancora che tanto sforzo di guerra, consumati i tesori e rovinati i popoli, gli riuscirebbe in sinistro, sicché attendesse ad ornare il regno, dai suoi avoli sino a lui conservato, amasse i suoi, per osser da quelli amato, vivesse con loro, usando beni¬ gnità nel comandare , e lasciasse gli altrui regni poi¬ ché il suo è ampio e capace ; questo parlare come pensi, o Moro, che sarebbe grato? Ma seguiamo. Si tratta tra il re e i consiglieri di ammassare tesori, consigliando uno che si aumenti il prezzo delle mo¬ nete , dovendone dispensare , e che si abbassi poi nel riceverle; persuade altri che finga di far guerra, e raccolti i danari faccia con solenni cerimonie la pace, mostrando come pietoso principe di aver pietà del¬ l'umano sangue. Alcuno revoca a memoria certe an¬ tiche leggi, contro le quali ognuno (perchè non erano iu uso) ha contraffatto, e asserisce che riscotendo le condannagioni di quelle, ne piglerebbe una buona somma, e parimente si mostrerebbe giusto principe.

L’ammoniscono gli altri, che sotto gravi pene faccia nuovi statuti in cose che giovino al popolo, e poi di¬ spensi con danari quei contra i quali va l’interdetto : cosi piglierà doppio frutto, e da quei che contravver¬