Pagina:L'acarne.djvu/41

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Di. CU glk No: V a a cena,prellamat piglia la cel?a,e la bocca■ la,imperocbe it facerdote di Dionifio ti mada chiamare ma corre , perà adefTo non cenare. the tutto cio ut t: apparecchiato,lettice,tauole,cofiie. • ni,letti,corotte,unguEto,bellaria,meretrici,amyx li,fugazze,fefamati,itrij,faltatrici, le inamorata di Hrrinodio,beVema uien preftiflimamente. Di. Certamente tu pingeui la grande Gorgona ,farif uia,C.r dam parecchij la ma. La. Regazzo,regazzo portami fuora la ’porta. Di. Regazzo,regazzo porta qua le ciftr da me. La. Regazzo portami la fide CX le cepolle. Di. Eta me le particelle mie,perciothc le cepolle mi Portami una fetta di remold° uecchio. Di. A me ancbora:cb’io to La. Portami qua 1a penna de la celata. Di. Et a me le faffe CY le turdelle. LA. Qttetla Bella penna biancha di pagere. Di. E motto buona la carte di riga. La. Huomo,nonmi bertegiar k mie arme. Di. N5 uuoi tu buomo guardare nattcho i mci dordif La. Porta fuora it :tap de i tre coni. Di. Eta me un catino di cone leporina. I. I uermi tni ’Jarmo mattgiati i coni. Di. Nanti la cena bauento mangiato le trippe. La. Huoino,n5 mi uuoi tu parlor? Di.