Pagina:La Cicceide legittima.djvu/222

Da Wikisource.

215



La statua per il Deposito di D. Ciccio.

lxxiii.

PEr materia trovar proporzionata
     Da far la Statua di D. Ciccio, s’era
     In fra lor dagli Artefici pensata
     4Più d’una strada, e più d’una maniera.
Chi proponea lo stucco, e chi la cera,
     Come più molle ad esser maneggiata;
     Altri di creta la volea formata;
     8E questa si tenea per la più vera.
Finalmente da me venne anteposta
     Una pietra di Porfido, e seguita,
     11Uditone il perchè, fu la proposta;
Mentre, diss'io, che in Porfido scolpita
     Morto ancor manterria la faccia tosta,
     14Qual l’ebbe sempre in tempo di sua vita.


Il passaggio di D. Ciccio al Cielo.

lxxiv.

LAssù fra i numi del superno Coro,
     Morto D. Ciccio al Ciel fu trasportato,
     E in arrivar, da ciaschedun di loro
     4A starsene con se venne invitato.
Disse Saturno: Io tal favore imploro,
     Poiché se ne sarò gratificato
     Dirassi allor, che reso il suo decoro
     8S’è con questo C.... a un Dio Castrato,
Nò nò: Con la sua celibe braghetta
     Si stia Saturno imbarbogito, e sciocco,
     11Palla esclamò; D. Ciccio a me s’aspetta;
E forse il Fato hammi a tal sorte eletta,
     Perch’io mariti a sì leggiadro Alocco
     14La mia graziosissima Civetta.



K2 L'Au-