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LA LISISTRATA


Stratillide
Per che hai tu’l fuoco ò montagna, come che tu ti voglij brusciar da tua posta?
Corifeo
Io l’hò, che voglio far una pilla, et abbrusciar le tue compagne.
Stratillide
Et io l’aqua, per amorzar questa tua pilla.
Corifeo
Tu ammorzarai tu’l mio foco?
Stratillide
A man à mano io tè lo farò vedere.
Corifeo
Non sai, se con questa facella (et posso) t’arrostirò?
Stratillide
Se hai adosso sporcitia, io ti darò da lavarti.
Corifeo
Tu mi darai da lavar tu, ò puzzolenta?
Stratillide
E poi da sposo anchora.
Corifeo
Havete sentito la sua prosontione?
Stratillide
Io sono di libertà.
Corifeo
Ti vietarò ben io questo gridore.
Stratillide
Ma piu non giudicarai.
Corifeo
Brusciale i capegli.
Stratillide
A tè tocca ò Acheloo.
Corifeo
O i mè’nfelice.
Stratillide
Erala forsi calda?
Corifeo
A che modo calda? non cessarai tu? che fai?
Stratillide
T’adaquo, à cio che tu germoglij.
Corifeo
Ma sono assciutto, et tremo.
Stratillide
Dunque, poi che tu hai il fuoco, t’ascalderai da per te.
Preside
Veramente s’è illustrata la frequentia di Bacco, e questa festa d’Adonide ne le case, la quale io altre volte udì à canzonare. Diceva Demostrato, à tempo di non navigar in Sicilia: e la moglie ballan-