Pagina:La Lisistrata.djvu/28

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sopra 'l tutto odoro 'l signoreggiar d'Hippia, e ben temo, che alcuni de Lacedemonij de quelli huomini, che sono venuti insieme da Clistene, non habbiano menato femine inimiche de gli dij con inganno d'occupar i nostri danari, e la mercede anchora, donde io viveva. egli è una gran vergogna certo, e cosa da non sofferir,che queste citadine n'ammoniscano, e che queste feminuccie parlino di combattere, e che à noi appartenga farsi amice à gli huomini Laconici, à quali niente è da dar fede, se non ad un lupo, ch'hà aperta la bocca. Ma questo hanno intessuto à noi gli huomini à la Tirannia, ma contra di mè non essercitarano mica la tirannia, perche me ne guardarò, e portarò la spada de qui inanzi in un ramo di mirto. e la comprarò ne le arme à guisa d'Aristogitone, e cosi me ne starò presso di lui. per ciò che esso lui mi dà causa di battere, e dar su la mascella di questa vecchia inimica de gli dij, che la madre non conoscerà già loro ne l'intrar in casa. Ma poniam giu ò care vecchiette, in terra queste cose. perche noi ò citadine cominicamo ragionamenti utili à la cità, e meritamente, perche nobelmente m'ha nutrita, facendomi haver buon tempo. quando era di sette anni, immantinente filava de la lana, poi la mollecinava di diece anni et essendo principale, cadutami la gialla veste era un'orsa ne i Brauronij, et era una di quelle che portavano 'l canestro, bella donzelletta, et have