Pagina:La Lisistrata.djvu/31

Da Wikisource.


Un’altra donna
Che dici, che dici?
Lisistrata
Il vero, il vero.
Un’altra donna
Che ti noia, dillo à le tue amiche.
Lisistrata
Stà male à dirlo, e è grave à tacerlo.
Un’altra donna
Non mi scondere che male havemo patito.
Lisistrata
Desideriamo haver la cosa, onde senz’alcuno giro de parole ti parliamo.
Un’altra donna
O Giove.
Lisistrata
che dici ò Giove? la cosa sta così. io certamente non piu le posso separare da gli huomini, perche fugono. hò trovata costei prima che divideva il forame, dove è la chiesia di Pan, un’altra con una ruota discesa giu, per una corda, un’altra che spontaneamente fugiva, l’altra che s’imaginava di volare giu in modo d’una passera l’ho strassinata ne i capilli di Orsiloco patrone, et pigliano ogni occasione, che se partino per andar à casa. hor viene una di costoro, dove corri tu quella giovane?
Donna
Voglio gir à casa, che hò à casa lane Milesie rosigate da le tignole.
Lisistrata
Da che tignole? non anderai in dietro?
Donna
Ma venirò presto per le Dee, in tanto quanto t’estendi per il letto.
Lisistrata
Non t’istendere, ne andar in nessun loco, ma lascia andar in mal’hora le lane, se questo bisogna.
Altra donna
Misera me, misera, ch’io hò lasciato il lino à casa senza scaglie.
Lisistrata
Quest’altra vien fuori à’l lino senza squamme,