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D’ARISTOFANE 295


 
va via.
Donna
Per la luna io me ne tornaro subito poi che l’havrò scorticato.
Lisistrata
E nò, è no ’l scorticare, se questo comminciarai tu, un’altra donna vora far il simile.
Altra donna
O honoranda Lucina vietami da ’l parto, fin ch’io me ne vado in uno santo luogo.
Lisistrata
Che cianci tu?
Donna
Presto presto parturirò.
Lisistrata
Non havevi già hieri il ventre.
Donna
Hoggi hò il ventre. ma lasciami pur andar à casa prestissimamente, ò Lisistrata à la comare.
Lisistrata
Che parole dici? che durezza hai qui?
Donna
Un fanciullo maschio.
Lisistrata
Non per Venere, non tu certo, ma pare che habij non sò che concavità di metallo. saperò ben’io ò faccia da ridere se io hò questa celata sacra. dicevi tu che eri gravida?
Donna
Et son anche gravida per Giove.
Lisistrata
Perche hai dunque la celata?
Donna
Se ’l parto mi occupasse ne la cità, parturirei ne la celata andandoli sopra come fanno le colombe.
Lisistrata
Che dici? escusi manifeste cose? non aspetterai

le feste de la natività de la celata?

Altra donna
Non posso n’anche dormire ne la cità, poi che molti dì fà vidi un serpente domestico.
Altra donna
Et io da le civette muoro, sempre, che ne le vigilie gridano.
Lisistrata
o desgratiate lasciate le mostruose baie: forsi de-

siderate