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8 emilio salgari



— E quale, John? — chiese Harry.

— Odor di fumo, mio caro.

Lo scorridore, udendo quelle parole, era diventato pallido.

— Brucerebbe la prateria? — chiese, girando intorno uno sguardo inquieto.

— Non lo so: vedremo. Avanti!

I quattro cavalli, sentendo la pressione delle ginocchia dei loro padroni, lanciano un nitrito sonoro e ripartono al piccolo galoppo, affondando fino al ventre fra quelle altissime graminacee e fra le succose foglie del buffalo grass, il cibo prediletto dei bisonti.

Il sole stava allora per tramontare dietro gli alti picchi frastagliati della maestosa catena dei Laramie, la più importante che si alzi nello stato del Wyoming, uno dei più centrali degli Stati Uniti d’America ed anche oggidì dei meno popolati.

Una grande calma regnava sulla prateria, rotta solo dal sordo galoppo dei quattro cavalli.

Nessun grido, nè di volatili, nè di animali, si udiva. Pareva che perfino le coyotes, quei piccoli lupi dalla testa e dalla coda di volpe, che sono così numerosi su quei mari di verzura, fossero improvvisamente scomparse come se temessero un misterioso pericolo.

Eppure non molte ore prima doveva essere passata una di quelle sterminate orde di bisonti emigranti, che salgono verso il settentrione all’appressarsi della rovente estate e che scendono verso il mezzodì dopo le prime nevicate, orde che sono sempre seguìte da bande di lupi e di coyotes affamate, in attesa che qualche vecchio maschio cada dall’eccessiva stanchezza, per divorarlo in quattro colpi.

John continuava ad interrogare l’orizzonte, facendo qualche gesto d’impazienza e scuotendo il capo.

Quell’uomo, nato e vissuto nella prateria, non doveva essere affatto tranquillo e non dovevano essere certo i bisonti, che egli aveva promesso a quel maniaco milord, gonfio d’uno spleen immaginario probabilmente, che lo inquietavano.

Ne aveva ammazzati tanti di quei grossi ruminanti durante la sua lunga vita avventurosa, e sapeva quanto fossero poco temibili, specialmente se in gran numero, non avendo l’abitudine di prestarsi l’un l’altro aiuto, se non contro gli attacchi dei lupi.

Già le tenebre erano scese come un immenso lenzuolo nero sulla sterminata e silenziosa prateria, che una calma assoluta manteneva perfettamente immobile, quando un colpo d’arma da fuoco rimbombò improvvisamente a non più di mezzo chilometro di distanza.

— Altro che bisonti!... — esclamò subito John, frenando di colpo il suo cavallone. — Non hanno ancora imparato a servirsi dei rifles quei ruminanti.

«Che cosa dite ora voi, milord?