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la scotennatrice 11



— Avere sparato un colpo in un paese pieno di bestie non volere significare nulla — rispose tranquillamente l’inglese.

— Sapreste dirmi voi, milord, chi l’ha sparato?

— A me non interessare affatto.

— Se fosse stato un indiano, invece d’un cacciatore di prateria?

— A me poco importare.

— A voi non importerà, ma a noi importa molto, signor mio. Devo rammentarvi che noi cacciamo sul territorio degli Sioux?

L’inglese alzò, come era sua abitudine, le spalle e brontolò un’imprecazione.

— John, che cosa facciamo? — chiese Harry. — Accamparci qui non sarebbe prudente, senza aver prima trovato l’autore di quello sparo.

— Avanti — rispose l’indian-agent. — Voglio vedere che cosa è successo.

«Tu, Harry, hai ragione e lodo la tua prudenza.

I quattro cavalli ripartirono verso la direzione dalla quale era partito quel colpo d’arma da fuoco, ma percorsi quattro o cinquecento metri tornarono ad arrestarsi ad un grido lanciato da John. Dinanzi a loro si era alzata bruscamente una vera nuvola di uccellacci da preda, dei grossi avvoltoi dal collo lungo, i quali, dopo aver roteato per qualche istante sulle teste dei cavalieri, protestando con alte grida, si erano dispersi, scomparendo in varie direzioni.

— A terra e tenetevi pronti a far fuoco!... — comandò l’indian-agent. — Qui vi è un morto.

Prese per le briglie il cavallone, fendette le alte erbe che s’intrecciavano colle opunzie nane, le quali lanciavano in alto le loro aste armate di racchette e, percorsi venti o venticinque passi, tornò a fermarsi mandando un grido d’orrore.

— Ah!... Miserabili!... — esclamò. — È il segnale della guerra questo!... Gli Sioux hanno dissotterrata la scure e Sitting-Bull (Toro Seduto) si è messo in campagna.

In mezzo ad una piccola radura, le cui erbe erano state falciate di recente, s’alzava un palo ed a quello si trovava legato un uomo bianco completamente nudo, tutto imbrattato di sangue colatogli dal cranio, che era stato privato della sua capigliatura.

Tre frecce gli erano state conficcate nel fianco sinistro, un po’ sotto al cuore.

John, in preda ad una viva emozione, aveva lasciato il cavallo e si era slanciato verso lo scotennato, ma tosto aveva fatto due o tre passi indietro, mandando un grido di terrore.

Sul petto del martirizzato aveva veduto, disegnato col sangue, un uccello ad ali spiegate.

— Il totem di Minnehaha!... — esclamò. — È stata la terribile figlia di Yalla, quella che l’ha scotennato!... Se ella è qui coi suoi guerrieri, noi siamo perduti!...