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atto primo. - sc.ii. 245


SCENA II


La scena si muta in un dintorno dell’isola incantata

presso il padiglione di Prospero.


PROSPERO e MIRANDA


                       miranda.
                           Padre mio! se tanto
Levar coll’arte tua questi marosi
Sapesti, oh deh li appiana! Ardente pece
Piovere il ciel dovria, se fino al cielo
L’onda non s’avventasse, e quell’incendio
Non vi spegnesse. Oh come io fui trafitta
Dal dolor di que’ miseri! Una nave
Bella così, che certo in sè raccoglie
Nobili creature, in mille scheggie
Tutta quanta sfasciata!... Ah, quelle grida
Ben dolorosamente han rintonato
Qui nel cor mio! Perìr le sciagurate
Anime!... Se il poter d’alcun iddio
Fosse in me, pria che il mare inabissasse
Quella nave superba e gl’infelici
Che su lei veleggiavano, sepolto
Lo avrei nel centro della terra.

                     prospero.
                                             Il vano
Terror, figlia, allontana, e di’, tranquilla,