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248 la tempesta.


Quattro femmine o cinque a’ miei servigi
Non attesero un giorno?

                       prospero.
                                        E più di cinque,
Figlia. Ma come avvien che fresca tanto
La memoria ti duri? Ed oltre a questo,
Dimmi, che vedi tu nel cieco abisso
Della età che trascorse? Ove ti sappia
Di cose sovvenir pria che raccolti
Quest’isola ne avesse, il modo io penso
Presente ti sarà del nostro arrivo.

                       miranda.
Ciò presente non m’ è.

                       prospero.
                                     Son dodici anni,
Dodici, figlia mia, che il padre tuo
Di Milano era duca, ed un potente
Principe.

                       miranda.
                           Che di’ tu? Non mi saresti
Padre, o signor?

                       prospero.
                          Tua madre (un vero specchio
Di virtù) ti dicea la figlia mia:
Suddito di tuo padre era Milano,
E tu l’unica erede e principessa
Nè più nè men.

                       miranda.
                        Gran dio! Qual tratto indegno