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ATTO SECONDO




SCENA I


Altro lato dell’isola.[1]


Entrano ALONSO, SEBASTIANO, ANTONIO,

GONZALO, ADRIANO, FRANCESCO ed altri.


                       gonzalo.
Rincorati, o mio re! Più di conforto
Argomento abbiam noi che di dolore,
Giacchè l’acquisto di buon tratto addietro
La perdita si lascia. Assai comune
Sventura ci colpì. Non passa giorno
Dell’anno che non abbia, o la mogliera
D’un marinajo, o un armator di navi,
O qualche mercadante ugual cagione
D’amarezza, di pianto: oh ma ben pochi


  1. [Vuolsi che gran parte del presente dialogo pieno di bisticci e di parole a doppio senso, fosse fattura dei comici; ma in questo mirabile dramma nel quale il poeta con fina ironia ci mette innanzi quanto di più strano era nella politica, negli usi, nei pregiudizj, nelle superstizioni del suo tempo, non è inverosimile ch’egli abbia anche voluto, qui ed altrove, ridersi del pessimo gusto che vi correva.]