Pagina:Le cento novelle antiche.djvu/126
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107 arrostiti°, et arrostendolo, sì ne trasse li ernioni e anangiolli. Quando il compagno l' ebbe innanzi , do¬mandò detti ernioni. Il giullare rispose: e' non hanno ernioni quelli di questo paese. Or venne un'altra volta che si bandiro nozze, et un altro ricco uomo ch'era morto. Et Iddio disse : io voglio ora andare alle nozze, e tu va al morto. Et io t'insegnarò come tu 'l risusciterai. Segnerailo, e comanderaili che si levi suso , et elle si leverà. Ma fatti fare l' impromessione dinanzi. Disse il giullare: ben lo farò. Andò, e pro¬mise di suscitarlo , e non si lev ò per suo segnare. Il morto era figliuolo di gran signore. Il padre s'adiroe, veggendo che questi facce beffe di lui. Mandollo ad impendere per la gola. Domeneddio li si parò dinanzi, e disse : non temere, ch'io lo suscitarò. Ma dimmi per tua fè , chi mangiò li ernioni del cavretto ? ll iu.1- lare rispose : per quel santo secolo dove io debbo andare, compagno mio, che io non li mangiai. Do¬meneddio veggendo che non li le polca far dire, increbbeli di lui. Andò, e suscitò il morto, e questi fu dilibero, et ebbe la promessione che li era fatta. Tornarci a casa; disse Domeueddio compagno mio, io mi voglio partir da te, percb' io non l'ho trovato leale com' io credeva. Quelli vedendo che altro non ' /i ernioni. Ernione non è nel Vocabolario della Crusca. Vai In stesso che arnione. Non si può creder che qui stia ernione per errore di stampa ; perché questa voce nella presente Novella è replicata sempre allo stesso modo rr ben cinque volte.