Pagina:Le cento novelle antiche.djvu/17
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| XVIII |
faccia fallo di suo corpo[1], giammai per neuna onestà non compera il biasmo. Cavaliere, che faccia viltà, giammai per prodezza che faccia non ricompera il biasmo. Mercatante, che faccia dislealtà, giammai per lealtà che faccia non ricompera il biasmo[2].
III
La verità è sì forte che non si può uccidere. Fedire si può co’ maliziosi inganni della falsità, ma uccidere no. Così potrebbe l’uomo andare contra la ragione, come saltare l’ombra sua medesima[3].
Divenuti per tanto inutili quasi del tutto i miei tentativi di dare un maggior lustro a questa edizione, restava che tutte fossero le mie cure rivolte a riprodurne il semplice testo così purgato da ogni menda, che anche senza verun altro corredo, essa commendevole si rendesse ed
- ↑ È qui da notarsi il modo di dire bellissimo far fallo di suo corpo.
- ↑ Merita osservazione quel comperare, e ricomperare il biasimo per cancellare la macchia; racquistar la riputazione perduta. Oggi in questo senso non si direbbe; e se si dicesse, significherebbe il contrario.
- ↑ Saltar l’ombra sua per tentare una cosa impossibile mi par che sia detto con garbo. Tentar l’impossibile soltanto esprime la cosa: saltar l’ombra sua esprime la cosa e la dipinge nel tempo stesso.