Pagina:Le nebule.djvu/23

Da Wikisource.
scolari sarò io simile?
Socr.
Niente sarai differente da la natura di Cherefonte.
Str.
Oime infelicissimo, mezzo morto divennerò.
Socr.
Non: non parlarai, ma dietro à me verrai, alquanto affrettandoti: via presto.
Str.
Dami in mano hor la ischicciata per la prima, come che habia paura io, venendo giuso dentro, quasi in quella di Trofonio.
Socr.
Vieni innanzi, che staitu à inchinarti circa à la porta?
Coro.
Horsu alegrandoti per questa virilità, buona forte venga à l'huomo, ch'è venuto in fondo de la età, egli à la sua natura dà colore con travagliamenti più giovani, & s'essercita ne la sapientia.
Il poeta parla à gli spettatori.
O spettatori à voi dirò liberamente il vero, per dio Bacco che mi tien vivo: cosi vincerei io bene, & dotto, & savio tenuto sarei, come penso essere voi spettatori degni, & questa dottissima de le mie comedie havere. voi primi hò giudicato degli gustar quella, che m'hà dato assai grande importanza. poi son mi partito da gli huomini d'alto affare, superato per non esser degno, però queste cose à voi prudenti, & savij accuso, per cui causa queste medesime io negotiava. però ne anche spontaneamente mai cosi voi prudenti perder mi lasciarò. per ciò che da quel tempo che quivi da gli