Pagina:Le nebule.djvu/45

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savij tutti. Hor quà me ne vò in quella lingua, che costei dice, non essere necessaria à i giovani essercitare, & io dico che si: & dice anchora che bisogna esse da bene & discreto, sendo doi gran mali. perche tù per essere da bene, dimi à chi mai haitu veduto essere accaduto qualche bene, & riprendimi parlando.
Giu.
A molti: Perche Peleo per si fatta cosa pigliò la spada?
Ing.
La spada? egli sventurato pigliò un citadinesco guadagno. Hiperbolo poi non da le lucerne altro che molti talenti ricevè per le sue malitie, non gia, per Giove, non la spada?
Giu.
Et tolse Peleo Per moglie Teti, per esser da bene & savio.
Ing.
Et quella poi lasciando'l se n'andò via. non era gia ingiuriatore, ne ancho soave & dolce à veghiare ne i letti tutta la notte. la donna facendosi chiavare, pigliava appiacere. ma tu sei una cavalla vecchia. Considera un poco ò giovenetto ne'l'essere da bene, che ogni cosa consiste, che è, & che de tutti appiaceri sei per essere privo, de putti, de femine, de giuochi, de collationi, de pasti, de risi, ma che ti gioverebbe il vivere se di queste cose fosti privato? Siano, ti concedo, cose che necessariamente accadono, à la natura, tu hai fallato, sei stato inamorato, hai adulterato, in che cosa poi sei stato colto? sei morto. tu non poi gia dire, stando