Pagina:Le rane.djvu/31
Da Wikisource.
| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
| D'ARISTOFANE | 76 |
- Eaco
- E se venesse altro, che ne la arte piu ne sapesse che quello, alhora bisogneria cederli.
- Xanthia
- Perche dunque questo hà commosso Eschilo?
- Eaco
- Haveva essolui la Tragedica sedia, come ottimo ne l’arte.
- Xanthia
- Chi l’hà adesso?
- Eaco
- Quando se partì Euripide, era dimostrato à i ladri, e à i tagliaborse, a i parricidi, e à che dinotte i muri forino, qual moltitudine è ne’l inferno. e quelli che udivano le contraditioni, e i cantar turpi, e versioni, sonno impazziti e lo tenevano sapientissimo. poi superbamente hà pigliato il luogo di Eschilo.
- Xanthia
- Non egli è sta cacciato?
- Eaco
- Per Giove. ma il popolo gridava lamentandosi, che si facesse la prova, che ne l’arte fosse piu dotto e eccellente.
- Xanthia
- Questo scelerato?
- Eaco
- Per Giove è celeste e divino: e quanto?
- Xanthia
- Non eran poi compagni con Eschilo, che gli favoregiasero?
- Eaco
- Puoco di buono gliè, come è qui.
- Xanthia
- Che cosa dunq; Plutone delibera di fare?
- Eaco
- Farne la prova e il giudicio e l’argomento de la loro arte.
- Xanthia
- Poi in che modo e Sofocle non hà pigliato il throno?
- Eaco
- Per dio non egli. ma basciò Eschilo, quando ei