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| D’ARISTOFANE. | 81 |
- Eschilo
- Ogn’uno che ha veduto i Thebani ha desiderato essere guerriere.
- Dionisio
- Questa cosa stà male. però che hai fatto i Thebani piu virili ne la guerra: e per questa causa sarai battuto.
- Eschilo
- A voi medesimi è stà lecito à provarlo, ma non havete voluto. insegnando io i Persi gli ho avisati, e instrutti che vincano sempre gli aversarij, facendo ottima opera.
- Dionisio
- Mi ralegrai molto quando intesi la morte di Dario, e la compagnia che sbattevan le mani dicendo, iavoe.
- Eschilo
- Queste cose bisogna che i poeti l’essercitino, che da ’l principio i poeti generosi sono stati utili. Orpheo ne dimostrò i sacrificij, e astenevasi da le mortalità: Museo le curationi d’i mali, e gli oraculi: Hesiodo le operationi de la terra, i tempi d’i frutti, le arationi. il divino Homero (di che hà habuto honore e gloria, oltra che hà insegnato il bene) le ordinationi, squadre, virtuti, e armationi de gli huomini.
- Dionisio
- Non è de ’l tutto da lodare che hà insegnato indottissimamente, però che quando li mandava, prima gli metteva la galea, poi il cono.
- Eschilo
- Et altri poeti buoni, de quali era Lamaco barone, onde la mia mente astersa hà fatto molte virtuti. ch’io inalzassi e lodassi i Patrocli, e i Teucri che havevano l’animo de leoni, e a ’l contrario che