Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca II.djvu/15
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55Vince Oloferne; e lei tornar soletta
Con una ancilla e con l’orribil teschio,
Dio ringraziando, a mezza notte, in fretta.
Vedi Sichem e ’l suo sangue, ch’è meschio
De la circoncisione e de la morte,
60E ’l padre colto e ’l popolo ad un veschio:
Questo gli ha fatto il subito amar forte.
Vedi Assuero il suo amor in qual modo
Va medicando a ciò che ’n pace il porte:
Da l’un si scioglie, e lega a l’altro nodo:
65Cotal ha questa malizia rimedio,
Come d’asse si trae chiodo con chiodo.
Vuo’ veder in un cor diletto e tedio,
Dolce et amaro? or mira il fero Erode;
Amore e crudeltà gli han posto assedio.
70Vedi com’arde in prima, e poi si rode,
Tardi pentito di sua feritate,
Marïanne chiamando che non l’ode.
Vedi tre belle donne innamorate,
Procri, Artemisia con Deidamia,
75Et altrettante ardite e scelerate,
Semiramìs, Biblì e Mirra ria;
Come ciascuna par che si vergogni
De la sua non concessa e torta via!
Ecco quei che le carte empion di sogni,
80Lancilotto, Tristano e gli altri erranti,
Ove conven che ’l vulgo errante agogni.
Vedi Ginevra, Isolda e l’altre amanti,
E la coppia d’Arimino che ’nseme
Vanno facendo dolorosi pianti. -
85Così parlava; et io, come chi teme
Futuro male e trema anzi la tromba,
Sentendo già dov’altri anco nol preme,
Avea color d’uom tratto d’una tomba;
Quando una giovinetta ebbi dal lato,
90Pura assai più che candida colomba.