Pagina:Lettera pastorale per la Quaresima 1912 (Signori).djvu/8

Da Wikisource.
 
— 6 —
 


scire dalla reggia per portarsi alla capanna di Betlemme. Viene sulla terra senza avere una pietra sui cui riposare il capo, e passa la vita facendo del bene a tutti. Risana le membra ai paralitici, purifica i lebbrosi, raddrizza i storpi, illumina i ciechi, rende l’udito ai sordi, la favella ai muti, la sanità ai languenti, la vita ai morti. Ai poveri, fino allora disprezzati, predica la buona novella, ai ricchi svela i tesori della carità, ai potenti insegna a non opprimere i deboli, ai peccatori annunzia il perdono, alla Maddalena che piange ai suoi piedi rimette i peccati, all’adultera in pericolo di essere lapidata condona la pena e la colpa intimandole di non peccare mai più, al ladrone pentito promette e dà il Paradiso, e prega perfino il Padre di perdonare a coloro che lo hanno messo in croce.

I miracoli poi di Gesù Cristo quando si studino senza pregiudizio, e con vero spirito di fede e di schietta rettitudine, mentre provano che Egli diceva la verità quando si proclamava Dio, e sono quindi la più splendida testimonianza della sua divinità, rivelano altresì un potente amore a trarre ogni cosa a sè. Leggete quanto in proposito si trova descritto nel Santo Vangelo, e troverete come Gesù Cristo in ogni luogo, ad ogni passo opera miracoli, ora colla pietà di uno sguardo, ora colla dolcezza di una parola, quando col tocco della sua mano, quando ad un semplice cenno di sua volontà; ed ogni miracolo che Egli compie è un beneficio che dispensa con bontà e dolcezza divina. Non si trova necessità dell’anima e del corpo cui Egli non soccorra colla sua virtù; e spesso per effetto della sua immensa carità vede il bisogno dove nessun altro lo vede, e col suo infinito amore previene ancora le domande dei bisognosi.

Ma che cosa dirò degli insegnamenti, che Gesù Cristo con tanta affettuosa bontà propone agli uomini per attirarli alla sua sequela? Riaprite il Vangelo e vedrete