Pagina:Monsignor Celestino Cavedoni.djvu/15

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cammino della sua scienza prediletta: ed applicandone le norme filosofiche, le arricchì di nuovi canoni, ne corresse ed ampliò le dottrine, e seppe emularlo divenendo il suo grande ed impareggiabile commentatore.

Il Cavedoni accresce a meraviglia le dotte osservazioni del Viennese Nummografo, sottoponendo a nuovi esami e confronti antiche monete di città, popoli e re[1]: e poiché il sommo Poliglotto gli fu maestro ancora d’utilissimi insegnamenti pratici sulle monete greche e romane, sotto titolo modestissimo, gli consacra un capolavoro, frutto di studi profondissimi sui classici greci e latini, ricchissimo di nuove spiegazioni, due o tre delle quali sarebbero bastate a giudizio dell’esimio Nummografo Francese Coen, ad assicurare la fama di un Numismatico[2].

Eravi una parte nobilissima della scienza, nella quale l’Eckhel illustratore insigne di tutte le altre, si mostrava minore di sé medesimo. Il Viennese Nummografo non estese le sue ricerche alle monete Consolari e di famiglie Romane, sebbene con grandi encomii ne celebrasse la prestanza; ché in esse ricorrono le geste, gl’istituti, le prische glorie della città eterna, gl’insigni giudizj degli stranieri intorno alla maestà dell’impero, i riti sacri e le imagini degli Dei, le effigie degli uomini illustri della repubblica, l’ uso vario della prisca lingua e del modo di scrivere, e in non poche un lavoro degno di greco artefice. Pago di crear dubbi intorno alle dottrine dei primi illustratori, non si curò di risolverli, e sembrava in vero che tal parte della scienza fosse provvidamente riservata all’italico ingegno. Sull’italico suolo fiorirono infatti fin dall’epoca dell’Orsini i più segnalati illustratori della medesima; l’italico suolo dischiudeva per tutto dal suo seno tesori preziosissimi, coi

  1. [p. 41Spicilegio Numismatico, ossia Osservazioni sopra le monete antiche di Città, Popoli e Re. Modena, Soliani, 1838.
  2. [p. 41Alcuni dotti nostri concittadini resero un degnissimo omaggio alla memoria del Cavedoni, coll’opera intitolata: Notizie intorno alla vita ed alle opere di Monsignor Celestino Cavedoni con appendice di sue lettere ed altre cose inedite. Modena, Tipi dell’Imm. Concezione edit. MDCCCLXVI. In quest’opera egregia oltre all’Elogio recitato nei solenni funerali dal Prof. Don Masinelli e ad un elenco degli scritti del Cavedoni, fatto dall’Avv. Pietro Bortolotti con accuratezza mirabile, si trovano lettere di parecchi dotti, fra le quali quella del Coen a pag. 274, dalla quale è stato preso il giudizio citato in questo ragionamento.