Pagina:Monsignor Celestino Cavedoni.djvu/17

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sull’altra il proprio fulgore ed a vicenda lo riceve. Ond’è che lo stesso Eckhel avrebbe poggiato anco a maggiore altezza, se non avesse meritato il rimprovero fattogli dal Borghesi, d’aver posto talora poca cura nello studio delle antiche iscrizioni. Ora, come il Cavedoni si manifesta ad ogni tratto abilissimo interprete delle latine Epigrafi, così le sue Annotazioni al Corpo delle Iscrizioni greche gentili e cristiane, edite dall’Accademia di Berlino, ne dimostrano il valore in una maniera la più luminosa. Celeberrimi scienziati membri di quel consesso, attestavano ai presenti ed ai futuri, a qual grado di perfezione sieno giunti nell’età nostra gli studj filologici ed archeologici, con un’opera colossale ed europea, alla quale era necessario il sapere congiunto di tutti i dotti per parecchi secoli.

E il nostro Archeologo, ricordando che, in questi studi ancora, l’Italia riportò i primi trionfi, per opera di Ciriaco Anconitano primo raccoglitore di Greche Iscrizioni in lontane contrade, comparisce rappresentante del sapere Italico in un consesso celebratissimo, che annovera tra’ suoi membri un Boeckh illustratore delle Iscrizioni gentili, Principe dei filologi greci dell’età nostra, e un Kirchhoff illustratore delle Iscrizioni Cristiane. Solo un filologo di consummata esperienza nella vastissima letteratura greca, poteva arrecare incremento ad un’opera per la quale avevano sparso i loro sudori uomini di tanto sapere e di tanta fama. E tale è il nostro Archeologo che, quasi per giuoco e ricreamento d’animo, rivede, reintegra, corregge Iscrizioni con franchezza magistrale, determinandone talora in modo approssimativo l’epoca della sola qualità di una parola[1]. — Vi hanno certi confini che non è dato di valicare nemmeno ai sommi ingegni; e non è da meravigliare se il Boeckh non ebbe agio di fare studj abbastanza profondi sulle

  1. [p. 42Annotazioni al Corpus Inscriptionum Graecarum, che si pubblica dalla R. Accademia di Berlino. Nei Tomi III. IV. V. VI. della Serie Terza delle Memorie di Religione di morale e di letteratura stampate in Modena.