Pagina:Monsignor Celestino Cavedoni.djvu/28

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contemplare quanta copia di preziosi insegnamenti venga somministrata al Filologo da questo ramo di Numismatica. — La qual serve di tessera, fedele ricordatrice delle lotte tenaci ed indomite sostenute dal popolo Ebreo, per l’indipendenza della Palestina: mentre, ad ogni trionfo conseguito, ricorre sulle monete il linguaggio nazionale, e vi compare il greco nelle patite sconfitte. Onde, come riflette lo slesso storico, è greco sotto i Seleucidi, ebreo sotto gli Asmonei; greco sotto i principi dell’Idumea, ebreo durante la prima rivolta; greco dopo la sottomissione di Gerusalemme, ed ebreo dopo Barcocheba. A studio di tanto momento applicossi il Cavedoni, e così colmò una lacuna che esisteva nella scienza, onde, fra tutti coloro che trattarono lo stesso subjetto, si può affermare di lui

Che sovra tutti com’aquila vola.


Troppo manchevoli erano i saggi dati dall’Ackerman, dal Bonetty e sopratutto dal Glaire Professore Parigino, alle cui dottrine erronee i traduttori sulle rive del Sebeto agevolarono il corso in Italia. Temevano gli eruditi che troppo tardi apparisse chi poteva appagare i loro voti, perchè a soddisfarli era necessaria una singolare varietà di studj, difficile a trovarsi in un uomo solo. Quest’uomo però fu trovato nel nostro concittadino. Egli è vero che poco dopo l’Accademico Francese de Saulcy trattava lo stesso subjetto con opposte dottrine, e quasi invidiando la fama del nostro Numismatico, ne attenuava i pregi con severi giudizj; ma allora ne sorgeva una viva discussione, la quale, come afferma il Werlhof, traduttore Tedesco del Cavedoni, faceva maggiormente spiccare il suo profondo sapere, e serviva a far sì che i dotti d’Allemagna e d’Inghilterra consentissero in modo definitivo nelle sue sentenze[1].

  1. [p. 43Veggasi quanto ne dice il Werlhof nella sua lettera stampata nelle Notizie intorno alla Vita etc.