Pagina:Occhi e nasi.djvu/11

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Tanto è vero che, quando racconta le sue prime prodezze, le racconta con una naturalezza e con un candore da innamorare:

— Sai, Stomachino, dove sono andato l’altro giorno? Sono andato a Pisa.

— E i quattrini per il viaggio chi te li ha dati?

— La fu una combinazione. Giravo in piazza del Duomo, per trovare un fiammifero da accendere la pipa e invece trovai un portafoglio con dentro cinquanta lire....

— E dove lo trovasti?

— Nella tasca di un reverendo che leggeva il giornale. Anzi nel tirar fuori il portafoglio, venne via anche il fazzoletto di seta, ma quella la fu una disgrazia. Guarda che bel fazzoletto!

— O perchè non lo vendi?

— Venderlo? Mi vergognerei! Lo voglio serbare più che posso, non foss’altro per avere una memoria di quel degno sacerdote. Credilo, Stomachino, se tutti i preti fossero a quel modo, le cose d’Italia le anderebbero molto meglio!... —


*


Nessuno è felice in questo mondo: nemmeno il ragazzo di strada. Anch’esso ha i suoi disinganni e le sue amarezze: anch’esso è vittima di mille persecuzioni e di mille ingiustizie.

Fra le tante ingiustizie di questo mondo, l’ingiustizia che non ha potuto mai inghiottire è