Pagina:Occhi e nasi.djvu/15

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bruciarsi i baffi e la lingua, è un popolo all’elemosina, ridotto a mangiar un po’ di pan secco e una fetta d’istruzione obbligatoria: cibo da polli!...


III.


Interrogato a quattr'occhi e in un momento di libero sfogo, il ragazzo di strada è capacissimo di raccontare le avventure della sua vita con parole che parrebbero umoristiche, se non fossero pronunziate con tutta la serietà di un biografo sincero.

— Mio padre e io (comincia per esempio a dire) siamo tutti una famiglia di martiri, ossia di quegli infelici, condannati fin che campano a essere perseguitati dall’infame destino e dai reali carabinieri.

Mio padre, un uomo innocente come l’acqua, ma astratto fin che ce n’entra, una sera andando a casa credette di mettere la chiave nell’uscio di casa sua, e invece era la casa d’un altro. La chiave di santa ragione non voleva aprire, motivo per cui mio padre, che aveva freddo a star fuori, si messe le mani in tasca e per fortuna ci trovò un grimaldello.... la cosa più naturale del mondo, ne conviene? Qual è quel galantuomo e quella persona prudente, che esce la mattina di casa, senza la precauzione di mettersi in tasca un grimaldello e una boccetta d'arnica, per tutte le disgrazie che possono avvenire? Il grimaldello,