Pagina:Occhi e nasi.djvu/245

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«Ho succhiato col latte la monarchia costituzionale: ma il colpo di Stato non mi spaventa e guardo la Repubblica con l’occhio sereno del filosofo, che non soffre di pregiudizj nè di convinzioni ostinate.

«Nemico delle piccole chiesuole, ammiro i grandi uomini politici d’ogni partito. I nostri Ministri non li capisco, ma li venero: l’ignoto mi ha sempre destato un senso di profondo rispetto.

«Elettori! Scegliondo me a vostro deputato, farete il bene del paese e provvederete ai vitali interessi del collegio.

«Cenè Tanti».


Questo programma, che aveva sopra tutti gli altri il gran vantaggio di essere limpido e genuino, gli procacciò moltissime simpatie: tant’è vero che il giorno della votazione, il suo nome con maraviglia universale uscì vittorioso dall’urna.

E bisogna rendergli questa giustizia: il più maravigiiato di tutti fu lui.

Oggi l’onorevole Cenè Tanti siede, o per dir meglio, dovrebbe sedere a Monte Citorio fra i rappresentanti dal paese.

Non è un grande oratore, non è un forte ingegno, non è un bravo amministratore, non è un uomo politico, non è un carattere fermo, non è un lavoratore assiduo e di buona volontà, ma in compenso è un gran galantuomo, d’un’onestà senza pari, un uomo che va per la