Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/23

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8 odissea


A cielo aperto lungamente stesse,
Dritto uscì fuor, s’accostò ad essa, prese
Con una man la sua, con l’altra l’asta,170
E queste le drizzò parole alate:
Forestier, salve. Accoglimento amico
Tu avrai, sporrai le brame tue: ma prima
Vieni i tuoi spirti a rinfrancar col cibo.
     Ciò detto, innanzi andava, ed il seguia175
Minerva. Entrati nell’eccelso albergo,
Telemaco portò l’asta, e appoggiolla
A sublime colonna, ove in astiera
Nitida molte dell’invitto Ulisse
Dormiano arme simíli. Indi a posarsi180
Su nobil seggio con sgabello ai piedi
La Dea menò, stesovi sopra un vago
Tappeto ad arte intesto; e un varïato
Scanno vicin di lei pose a se stesso.
Così, scevri ambo dagli arditi Proci,185
Quell’impronto frastuon l’ospite a mensa
Non disagiava; e dell’assente padre
Telemaco potea cercarlo a un tempo.
Ma scorta ancella da bel vaso d’oro
Purissim’onda nel bacil d’argento190
Versava, e stendea loro un liscio desco
Su cui la saggia dispensiera i pani