Pagina:Opere (Chiabrera).djvu/18

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del chiabrera 5


star col cappello in mano. E l’anno i6'a5

per la stagione della guerra col duca di Savoja, guardandosi Savona con gran quan- tità di soldati, il serenissimo Senato privi- legiò la sua casa ed i suoi poderi, sicché soldato ninno vi prese alloggiamento ; e per quella stagione radunandosi monete per molte vie, egli ne fu franco per decreto del principe; c con sì fatte grazie egli si condusse oltr’a’ottanta anni. Fu di comu-

gran vanto per la forza del rappresentare e particolareggiar le cose, le quali egli scrisse; cd a Lodovico Ariosto similmente. Per dimostrar che il poetare era suo stu- dio, c clic di altro egli non si prezzava, teneva dipinta, conio sua impresa, una ce- tra, e queste parole del Petrarca: Non ho se non quest' una. Prese gran diletto nel viaggiare, c tutte le citta d’Italia egli va- gheggiò, ma dimora non fece solo che ut

naie statura, di pelo castagno, le membra ; due, Firenze e Genova: in Firenze ebbe

ebbe ben formate, solamente ebbe difetto perpctuamcntealloggiaraentoda’signori Corsi

d’occlii, e vedea poco da lungo, ma altri marchesi di Cajaso; in Genova talora dal

non se ne avvedea: nella sembianza pa- marchese Brignole, e talora dal signor Pier

reva pensoso, ma poi usando con gli ami- ci, era giocondo; era pronto alla collera,

'Giuseppe Giustiniani, dalli quali con Ogni cortesia era famigliarmeli te raccolto, od i

ma appena ella sorgeva in lui clic ella si f|na]j c„|i amava e riveriva sommamente; ammorzava; pigliava poco cibo, ne diletta- vasi mollo de’ condimenti artificiosi; ben bevea molto volentieri, ma non già molto, ed amava di spesso cangiar vino., cd anco bicchieri; il sonno perdere non potea senza molestia. Scherzava parlando, ma d’altri non diceva male con rio proponimento: a significare che alcuna cosa era eccellente, diceva, che ella era poesia greca ; c vo- lendo accennare ch’egli di alcuna cosa non si prenderebbe noia, diceva : non per tanto non bevevo fresco? Scherzava sul poetar suo in questa forma; diceva, ch'egli seguia Cristoforo Colombo suo cittadino, di egli voleva trovar nuovo mondo* o affogare.

Diceva ancora cianciando, la poesia essere la dolcezza degli uomini, ma clic i poeti

jna

e sopra la porta della camera dove allog- giava nel palazzo di Giustiniani in Fosso- - lo, fu da questo signore fatto scolpire I in- frascritto distico:

Jntus agii Gabriel, sacrarti ne vampe qitn (an, Vani stnpis, ah periti, nil miniis Iliade.

Del rimanente egli fu peccatóre, ma non senza cristiana divozione; ebbe sauta Lu- cia per avvocata ; per lo spazio di sessanta anni due volle al giorno si raccomandava alla pietà; nè cessò di pensare al punto della sua vita.

Così sen\a taccia di mendacio e di prosandone scrisse * come attcsta il ('• tu-

erano la noia; e ciò diceva riguardando stiniani, di se stesso d Chiabrera, il quale .'di'eccellenza dell arte ed all’imperfezione giunto felicemente all* età di 86 anni #> degli artefici, i quali infestano altrui col quattro mesi gloriosamente mori, e fu sempre recitare suoi componimenti; e di onoratamente riposto d suo corpo nella qui egli non mai parlava nè di versi nè Chiesa di s. Giacomo de Riformati di di rime se non era con molto domestici s. Fr ancesco nella di lui Cappella, e fu amici e molto intendenti di quello studio, eseijuita la volontà sua, essendosi Jatte Intorno agli scrittori egli stimava ne'poe- scolpire sul suo Sepolcro le seguenti pa~ mi narrativi Omero sopra ciascuno, ed am- wle: iniravalo in ogni parte, e chi giudicava al- tramente egli in suo segreto stimava s odo- rasse di sciocchezza ; di Virgilio prendeva (titillila maraviglia nel verseggiare e nel parlar figurato; a Dante Alighieri dava-